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Il Tar di Palermo ha respinto il ricorso della società A2A sull’impianto di biogas nella Valle del Mela, bocciando di fatto la realizzazione dell’impianto. Secondo il Tar, che riprende anche le considerazioni della Commissione Tecnica guidata da Aurelio Angelini, l’impianto sarebbe sovradimensionato rispetto al fabbisogno dell’ambito territoriale.

“Si smonta una tesi – afferma Angela Foti, vicepresidente dell’Ars e deputata regionale di Attiva Sicilia – che vedeva nella realizzazione del mega impianto di biogas la soluzione ai problemi dei rifiuti in Sicilia. Tesi sostenuta anche da Legambiente, contrariamente alle altre associazioni ambientaliste che invece ne evidenziavano i rischi. Si afferma anche il principio che gli impianti non si autorizzano sulla base dei desiderata dei privati ma del fabbisogno previsto dal piano dei rifiuti”.

La decisione del Tar, sposa la linea della Commissione “confermando – prosegue Foti – l’ottimo lavoro svolto dall’organismo presieduto dal professore Angelini che abbiamo energicamente difeso durante la finanziaria. Rimane comunque il disagio per una situazione critica che mette a rischio i risultati ottenuti da quei comuni che hanno faticosamente raggiunto buoni livelli di raccolta differenziata. La mancata realizzazione di impianti in una logica di economia circolare rimane una questione insoluta e un danno enorme. Incomprensibile che si parli solo di inceneritori che servono solamente per le limitate quantità di scarti a valle di una gamma di impianti per il riciclo. Come previsto dalla finanziaria regionale, la Commissione tecnica scientifica a breve verrà rinforzata con l’ingresso di nuovi membri che siamo certi saranno scelti tra tecnici e professionisti di competenza, in modo da continuare a mantenere il ruolo di indipendenza e professionalità che l’organismo ha mostrato finora”.

La Regione Siciliana si trova inoltre alle prese con numerose richieste di autorizzazione di grandi impianti di produzione di energia fotovoltaica. “Ci stupisce – afferma Foti – che ancora l’assessorato non abbia proposto una mappatura delle zone idonee e non idonee per questo genere di impianti. Sarebbe, infatti, un efficace strumento di chiarezza per la sana imprenditoria e a difesa del nostro territorio. Ci aspettiamo che il governo non perda questa opportunità. In tale senso, il gruppo di Attiva Sicilia ha presentato un ordine del giorno sul tema che ha trovato d’accordo anche l’assessore al Territorio Toto Cordaro che si è espresso dicendo che bisogna spingere il Dipartimento ambiente nell’interesse della Sicilia. Purtroppo ad oggi tale adempimento fondamentale quanto le linee guida sulla realizzazione negli impianti da includere nell’approvando Paes sono non pervenuti e ci chiediamo cosa si stia attendendo ancora per consegnare uno strumento fondamentale per la pianificazione”.